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Sono Gina Abate,

transformational coach

Il mio chiodo fisso, fin da ragazzina, è stato lo sviluppo del potenziale, è stata la ricerca di una sintesi che mi permettesse di capire quali elementi portassero una persona al successo (qualsiasi significato questa parola abbia per te) piuttosto che alla ripetizione di comportamenti inconsapevoli o meno, che portavano ad una qualità di vita molto diversa da quella desiderata.

La mia ricerca è partita da una grandissima sofferenza personale: ai miei 18 anni, mia madre è morta dopo una lunga malattia e tanta sofferenza. Perché alcuni guarivano e altri no? Perché lei no? E come avrei saputo, io, come salvarmi la vita? Queste le domande che mi   assillavano aggiungendo un senso di paura e smarrimento al dolore incolmabile che sentivo. 

Ho iniziato a riempire quel vuoto con il cibo. Resistevo, lottavo, risalivo, cedevo. Ma volevo salvarmi, volevo vivere ed essere felice, ed è stato così che ho imboccato la strada che mi avrebbe portata, parecchio tempo dopo, a fare questo lavoro (se vuoi saperne di più della mia storia, lo racconto in questo articolo).

Una volta ritrovato il mio equilibrio, ho continuato la ricerca e la formazione, spinta dal desiderio di mettere al servizio delle altre persone ciò che avevo compreso, studiato e sperimentato nel mio percorso professionale e di vita.

7 cose su di me

  1. Adoro la vastità del mare e non posso stare più di un giorno senza andare a respirare il suo profumo e perdermi nella sua vastità.
  2. Sono mamma felice di una figlia meravigliosa e unica, Dora.
  3. Amo la carta e la penna, ma non una qualunque, e amo scrivere a mano.
  4. Mi innervosisce la tecnologia, ma cerco di imparare la sua lingua perché ne riconosco gli aspetti utili.
  5. Amo la bellezza in ogni suo aspetto, e credo nel suo effetto terapeutico sull’animo umano.
  6. Faccio fatica a stare ferma e seduta, perciò se al cinema sei seduto dietro di me potrebbe venirti il mal di mare.
  7. Amo il cibo buono e sano ma non mi piace fare la spesa e, nonostante io abbia avuto ristoranti per 16 anni, vado in crisi ogni volta che devo decidere il menù.
  8. Lo so, avevo detto 7. Ma ogni tanto mi piace infrangere le regole.