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Crea la tua energia

Crea la tua energia

L’energia, così come la felicità, non va cercata fuori di te. Tu sei in grado di crearla: con il giusto livello di consapevolezza puoi fare molto per te stessa. 

Pronta a scoprire la “formula magica dell’energia”? 

Mi dispiace deluderti ma no, non ci sarà nessuna polvere o pozione miracolosa a venire in nostro aiuto e riattivarci miracolosamente. Però c’è moltissimo che puoi fare se diventi consapevole delle preziose informazioni che arrivano da dentro, e se impari a utilizzare quelle stesse informazioni a tuo vantaggio.


Dopo anni di attenzione ed ascolto, ho imparato a riconoscere quali sono le attività quotidiane che mi danno la carica e quali, invece, sono una specie di kryptonite (sono sicura che anche tu ne hai qualcuna). Spesso però non le posso evitare del tutto, e allora serve diventare bravissime a ricaricarci e soprattutto diventare kryptoniteresistenti.

Ti piacerebbe? Seguimi.

Ti presento la TRIADE dell’energia


Le iscritte alla newsletter hanno avuto delle preview approfondite su questo argomento: mattoncino dopo mattoncino, ho parlato loro dei passi da fare per tenere monitorata la nostra energia e smuoverla quando è necessario.
Se vuoi iscriverti anche tu vai qui 🙂 

Inizia dal corpo

Il primo elemento della TRIADE è ciò che fai con il tuo corpo: la postura, come tieni le spalle, quanto è eretta o incurvata la tua schiena, la respirazione, l’espressione del tuo viso. Ma anche dove tieni le mani! Spesso, quando siamo sovrappensiero o in tensione, le nostre mani vanno a titillare qualche parte del viso, a stressare una ciocca di capelli o a combattere con le pellicine… ebbene – a tutto questo corrisponde un certo stato d’animo e generalmente a un’energia piuttosto stagnante. 

Anche l’uso della voce concorre a creare il nostro stato interno e la nostra energia: parlare a voce piena o con la voce di un gattino ha un effetto diverso non solo sugli altri, ma in primis su te stessa.

Siamo un tutt’uno! Non possiamo assumere la stessa identica postura e tutte le altre caratteristiche di quando siamo tristi e sperare di sentirci entusiaste – non funziona così.

Possiamo intervenire: senza snaturarci, senza forzarci, ma portando attenzione e consapevolezza e, se non ci piace quello che si è creato dentro di noi in modo “automatico”, possiamo modificarlo e ci sentiremo subito diversamente.

Dov’è il tuo focus?

ll secondo elemento della TRIADE dell’energia risiede nel nostro focus, dove dirigiamo la nostra attenzione. 

Il tuo cervello, in ogni momento, deve filtrare miliardi di informazioni che  lo bombardano dall’esterno e dall’interno. Deve decidere cosa sia “rilevante” e cosa non lo sia e deve farlo in frazioni di secondi e con il minimo dispendio di energia. Pertanto, fa costantemente 3 operazioni: distorce, generalizza e cancella . In questo modo “tiene” delle informazioni e, necessariamente deve ignorare qualcos’altro. 

Le sue scelte sono buone per la sopravvivenza. Ma lo sono anche per la tua prosperità, felicità, e piena realizzazione? E che effetto hanno sul tuo livello di energia?

Non possiamo lasciare che siano le nostre vecchie programmazioni a decidere, ed è qui che entriamo in ballo noi.

Perciò vorrei che ti fermassi e facessi a te stessa alcune domande. 

Fai qualche respiro profondo e prova a dare una risposta:

  • A cosa do la mia attenzione, prevalentemente o in questo preciso momento?
  • Alle possibilità, o agli ostacoli?
  • Alle soluzioni, o ai problemi?
  • Alla paura di fallire, o al desiderio di creare?
  • A tutte le ragioni per cui potrebbe andare male, o all’unica ragione per cui vale la pena di farlo?
  • A ciò che è importante, o alle mille possibili distrazioni?
  • A quello che mi viene raccontato, o a quello che sento essere vero?
  • Ai difetti del mio/della mia partner, o a tutto ciò che c’è di incredibilmente buono in lui o lei?
  • Ai miei limiti, o alle mie capacità? 

E ancora:

  • Ti concentri sulle cose che puoi controllare, che dipendono da te, oppure su ciò che è fuori dal tuo controllo?
  • Ti concentri su un passato che non c’è più, su un futuro che non esiste ancora, o sul momento presente, dove puoi decidere e agire? 

Mettere l’attenzione su qualcosa, esclude inevitabilmente qualcos’altro – ecco perché è importante scegliere bene quale parte alimentare.

Ciò a cui dedichi la tua attenzione, crea il tuo mondo. 

Puoi vivere in un mondo di ostacoli o in uno di possibilità. Se ti concentri sempre su ciò che manca, è difficile sostenere la tua felicità.

Il linguaggio. Le parole sono importanti.

C’è un terzo elemento, che concorre a creare il tuo stato e il tuo livello di energia: è il linguaggio che utilizzi e i significati che attribuisci a tutto ciò che accade.

Non solo ad alta voce, ma specialmente dentro di te, il linguaggio che usi per descrivere le tue giornate, il modo in cui interpreti le situazioni e i significati che dai a ciò che accade, può rendere la tua vita un inferno o… un luogo di villeggiatura!

Facci caso

Usi parole che ti incoraggiano, ti fanno vedere possibilità, ti fanno sentire bene, ti fanno sentire alla guida della tua vita in ogni momento, oppure usi un linguaggio e una narrazione dove tu sei la vittima, o dove la vita è ingiusta, o dove gli altri sbagliano sempre? Oppure da mattina a sera ti dici “devo” fare questo, “devo” fare quello e  in generale usi un linguaggio che ti toglie potere ed energia?

Il lavoro sul tuo stato e sulla tua energia è un lavoro importantissimo, perché sta alla base delle tue decisioni e di tutti i tuoi comportamenti. In cambio ti richiede solo un po’ di attenzione e di allenamento. Si tratta di un’abitudine che, giorno dopo giorno, entra a far parte della tua routine e crea la tua identità. 

Mi riferisco a quell’identità come la tua “casa emozionale”, ovvero il luogo a cui tendi a tornare dopo un momento particolarmente felice, o particolarmente difficile. Quella “casa” gioca un ruolo fondamentale, spesso ha il controllo della tua vita: è quello che nei miei percorsi chiamo “il punto chiave della felicità”.

Ma ora dimmi

Come ti senti in quella casa? Sei soddisfatta di come stai lì o c’è qualcosa che vorresti cambiare? Se hai bisogno di una mano per “ristrutturarla” sono qui per te, ti invito al mio nuovo percorso in partenza a fine mese: scrivimi per maggiori informazioni!

Un abbraccio,
Gina

Il segreto per far funzionare le relazioni

Il segreto per far funzionare le relazioni

Sono pronta a svelarti tutto ciò che avrei voluto sapere sulle relazioni. Spoiler alert: la comunicazione ha una parte da protagonista in questo.

Il segreto per far funzionare le relazioni

Le relazioni hanno un ruolo fondamentale nella nostra vita. Probabilmente sarai d’accordo con me e, magari, te ne sei accorta/o in questo periodo più che mai.

Relazioni d’amore, di affetto, di amicizia, di lavoro; quelle che scegliamo e quelle che ci capitano: sono in grado di nutrirci, completarci, farci crescere, sfidarci, sostenerci, darci un senso di appartenenza.

E naturalmente tutto questo non può prescindere dalla qualità della relazione che ognuno ha, per tutta la propria esistenza, con se stessa/o.

 

Ma qual è uno degli elementi più importanti per trarre il massimo dalle relazioni della nostra vita? 

 

L’altro giorno, mentre raccoglievo le idee per un webinar sull‘intelligenza comunicativa, riflettevo su quante relazioni della mia vita, in passato, si siano incrinate o semplicemente non siano state appaganti a causa di una non piena capacità – mia, dell’altro o di entrambi – di comunicare in modo sano, autentico, efficace.

Come esseri umani siamo comunicatori nati: fin dai primi momenti di vita sappiamo far capire molto bene a chi ci circonda cosa vogliamo e di cosa abbiamo bisogno, ben prima di imparare ad esprimerci a parole.

Eppure, ad un certo punto, una volta padroni del linguaggio, crediamo sia sufficiente parlare per farsi capire e capirsi, e per ottenere i risultati che ci aspettiamo nelle interazioni con gli altri. Se non addirittura pensiamo che l’altro dovrebbe capirci, dovrebbe sapere cosa fare e cosa evitare, dovrebbe sapere di cosa abbiamo bisogno, cosa ci aspettiamo e, soprattutto, dovrebbe intuirlo e darcelo!

È capitato anche a te, vero, di sbattere contro il fatto che non funziona così? Quanta frustrazione si prova in quei casi…

Ti invito a pensare per un attimo a quali difficoltà hai incontrato o incontri nelle tue relazioni con gli altri, e a quante di quelle difficoltà si possano ricondurre a una mancanza di “educazione” ad una comunicazione assertiva, autentica, efficace: insomma una comunicazione che lasci le persone arricchite, anche quando in disaccordo, e la relazione nutrita.

Apprendiamo a comunicare in modo inconscio, fin da piccoli, assorbendo gli schemi comunicativi a cui siamo esposti ( e se penso agli schemi comunicativi che si possono apprendere mediamente in  tv non so se mettermi a piangere o disdire ogni forma di abbonamento 😉

 

Torno indietro con la mente e ti parlo di me

 

Se penso alla mia famiglia d’origine,  la gentilezza e il rispetto reciproco si respiravano nell’aria, ma non c’era l’abitudine a parlare di come ci si sentiva, ad esprimere le proprie emozioni e tantomeno a manifestarle apertamente. E questo ha avuto delle conseguenze.

Da ragazza mi sono trovata a mentire per poter godere di alcune libertà che non mi erano concesse, mi sono trovata a marinare la scuola perché non avevo il coraggio di esprimere il mio malessere e le mie difficoltà, mi sono trovata quindi  a “deludere” qualcuno con i miei comportamenti.

E poi, soprattutto, nessuno di noi è stato capace di esprimere la propria paura, la rabbia, il dolore, la speranza, lo smarrimento quando mia mamma si è ammalata, quando si è aggravata, quando soffriva, quando non ce l’ha fatta.

Ma forse ancor più grave, non siamo riusciti ad esprimere apertamente l’amore, la gratitudine per averla avuta e per averla, in ogni momento in cui c’era ancora, e non abbiamo avuto la capacità di ricordare insieme tutti i momenti belli, le gioie, i momenti buffi – la vita che avevamo avuto e che ancora avevamo insieme.

Sono grata anche a questo, perché mi ha permesso di essere ciò che sono

Forse è proprio per questo che il tema delle relazioni umane mi sta così a cuore. Ed è sempre grazie a questo che credo indispensabile dedicare cura e attenzione a ogni interazione umana, specie a quelle più significative, insieme alla nostra volontà di allenarci a comunicare, che significa proprio “mettere in comune” il mio mondo con il tuo.

Comunicare quindi non significa solo “parlare”, tantomeno aspettarsi che gli altri leggano nel pensiero i nostri bisogni e le nostre richieste. È un atto molto più complesso e profondo, ma che possiamo imparare.

 

Un webinar con qualche spunto per migliorare la comunicazione nelle relazioni

 

Se il tema ti  vuoi puoi accedere al webinar che ho tenuto qualche giorno fa  insieme all’amico Claudio Valeri sul gruppo Accademia del Valore: è una chiacchierata leggera, senza la pretesa di risolvere i problemi del mondo 😉 ma potrai individuare alcuni tra i più diffusi errori nella comunicazione interpersonale e alcune chiavi per fare meglio – al lavoro e nella vita.

 

Sarei davvero curiosa di sapere cosa hai riconosciuto di te:

  • cosa inconsapevolmente fai che inficia la tua comunicazione con gli altri?
  • cosa invece fai già bene?
  • e cosa potresti fare, per favorirla ulteriormente? 

 

Eccoti il link al webinar gratuito (se vuoi saltare sigla e intro, vai al minuto 5.30).

 

Un 2021 su misura per te: crea il tuo anno

Un 2021 su misura per te: crea il tuo anno

2021: Com’è che si dice? Anno nuovo vita nuova? Vediamo, intanto, di lavorare in modo che questo nuovo anno sia più felice e libero. Ti capita di pianificare minuto per minuto, per essere “sul pezzo” nel lavoro e nei tuoi vari “doveri” ma poi, nonostante porti a termine i tuoi obiettivi ti senti insoddisfatta, lontana da te o troppo stanca? Forse perché ti sei dimenticata di prenderti a cuore la persona più importante di tutte.

 

Nel 2021 metti TE STESSA al centro

Ricordati che il tuo piacere, la cura di te, il tuo benessere e il tuo divertimento sono fondamentali, per continuare a vivere la vita sentendo quel pizzico di magia che hai sempre voluto. Il mio percorso è nato per rispondere a queste esigenze.

 

Una nuova pianifiCREAzione

Esatto, hai letto molto bene. Qui non andiamo a pianificare l’anno e a lavorare solo agli obiettivi, con un rigore da accademia militare. E sai perché? Perché non basta spuntare la to-do-list per vivere un 2021 felice.

 La vita è molto di più che raggiungere obiettivi.

Esempi felici 

Infatti, se ti guardi bene attorno vedrai che le persone più soddisfatte della propria vita sono quelle sono riuscite a coniugare una buona organizzazione a delle abitudini che garantiscano loro benessere, tempo per creare, tempo per godersi la vita. Occore trovare un bilanciamento più che soddisfacente tra dovere e piacere.

 

Che ne diresti di creare un anno in cui tu sei al primo posto?

Non parliamo solo del tuo lavoro e della carriera, ma andiamo a lavorare a 360° su ogni aspetto che potrebbe rendere la tua vita più felice e bella. Ti aiuterò soprattutto ad ascoltare i tuoi desideri, ascoltare i tuoi bisogni e prendertene cura ogni giorno, a micro-dosi assolutamente sostenibili e conciliabili con la tua busy life. Creerai così una base solida, che non possa essere “travolta” da nessun cambiamento proveniente dall’esterno (così non ci faremo travolgere dagli eventi come è successo nel 2020). 

 

Cosa ti porti a casa dal percorso?

Con CREA IL TUO 2021 avrai chiari i criteri per compiere scelte che ti portino più felicità, avrai mappato la direzione che vuoi dare al tuo anno, e avrai individuato le abitudini con cui creerai tutto questo. Costruiremo insieme una struttura invisibile che ti garantirà un nuovo livello di soddisfazione, avanzando senza fare sforzo e senza perdere di vista te stessa. Ti sentirai di nuovo protagonista di tutta la tua vita e supererai gli ostacoli e le difficoltà in modo più fluido e restando solida dentro.

Crea il tuo 2021

Come funziona il corso?

Dopo circa 10 anni di esperienza in questo percorso, ho affinato sempre più il metodo e ho messo a a punto per te una nuova formula ancora più efficace.

Si tratta di un percorso intensivo online / live che prevede 2 incontri di gruppo in presenza su Zoom e 3 sessioni di lavoro che svolgerai autonomamente a casa sotto la mia guida in video.

Riceverai il workbook dedicato, il prezioso strumento che ti sarà utile per monitorare i tuoi progressi durante l’anno.

Un 2021 su misura per te

CREA IL TUO 2021, il programma del corso

  1. Sabato 9 gennaio 10.00 – 12.30 WEBINAR LIVE: individuazione dei successi, reality check e nuove consapevolezze.
  2. Durante la settimana riceverai 3 VIDEO LEZIONI che potrai eseguire da casa. Sono fondamentali per il percorso.
  3. Sabato 16 gennaio 10.00 – 11.30 WEBINAR LIVE: strumenti per nuove visioni, abitudini e partenze.

Il prezzo che ti ho riservato è di 120€ (10€ per ogni mese dell’anno).

Ogni tuo progetto, risultato, obiettivo ha un denominatore comune: TU.

Riprenditi cura di te e tutto il resto non potrà che prosperare.


Lavoriamo insieme alla pianifiCREAzione del tuo 2021: prenota la tua partecipazione!

Se hai bisogno di ulteriori informazioni, scrivimi qui…

Cosa possiamo imparare da questo anno difficile?

Cosa possiamo imparare da questo anno difficile?

Un anno, questo, che ci ha messo tutti alla prova, e non ha finto di sfidarci, nemmeno per le feste.

Stiamo per trascorrere un Natale sotto tono, che per molti sarà lontano dai propri cari, o sarà accompagnato dalla preoccupazione che incontrarsi e scambiarsi affetto e abbracci possa mettere a rischio la salute di chi amiamo.

Ho appena saputo che probabilmente non festeggerò con mio padre e la sua famiglia, perché in una riunione familiare non si sentirebbero del tutto sereni. Lo comprendo, ma il dispiacere comunque è grande, perché la Vigilia di Natale, da sempre, è stata insieme.

Ma questa è solo la ciliegina sulla torta, su una torta che ognuno di noi avrebbe fatto volentieri a meno di mangiare.

Nei mesi passati abbiamo infatti vissuto ogni tipo di emozione: disorientamento, paura, rabbia, ci siamo sentiti costretti e privati della nostra libertà, confusi dalle informazioni discordanti, sopraffatti dalle disposizioni e dai provvedimenti, impotenti davanti a chiusure e distanziamenti, indignati per i danni economici, addolorati per non poter dare un degno saluto a chi ci lasciava, preoccupati per i nostri anziani e per il futuro nostro e dei nostri figli.

Siamo stati messi alla prova, e lo siamo tuttora.

Ma… c’è un ma.

Quest’anno ha portato anche dei doni. Ben nascosti, ma ci sono stati 😉

Mi piacerebbe quindi che ci focalizzassimo insieme su quello che di buono questo anno ci ha lasciato, vorrei facessimo questo esercizio di stanare il bene anche dove, ad uno sguardo superficiale, sarebbe difficile vederlo.

Pronta? Pronto?

È STATO UN ANNO ESSENZIALE


Una delle cose di cui mi sono resa conto è che non abbiamo bisogno di molte cose, soprattutto in termini di capi d’abbigliamento, ma anche di oggetti in generale. Io ero già piuttosto “essenziale”, e sono stata bene anche con meno.

Certo, in questo periodo è più facile perché le occasioni sociali sono decisamente ridotte, ma potrebbe essere il “La” per continuare ad essere più attenti alla sostanza che alla forma, più padroni delle nostre scelte e meno proni ai bisogni indotti dai paragoni e dalla pubblicità.

UN ANNO DI COSE SEMPLICI


Ho imparato a dare un valore ancora più grande a cose semplici come una passeggiata all’aria aperta, una cena con una coppia di amici, una videochiamata mentre preparo la cena.

Nella mia vita non avrei mai pensato, infatti, che potesse mancarci una libertà così basilare come quella di uscire di casa, passeggiare, incontrarsi. Ogni volta che diamo qualcosa per “scontata” forse non la stiamo davvero apprezzando per quanto vale.

UN ANNO DI DOMANDE


Ho osservato che molte delle cose che facevamo “prima” non erano così importanti ai fini del nostro benessere (anche se non vedo l’ora di poter fare un viaggio in qualche luogo dove la Natura è selvaggia).

Questo periodo ci ha permesso forse di farci quelle domande importanti, quelle che non si ha mai tempo per porsi e che possono portarci a fare scelte diverse rispetto alle abitudini e ai comportamenti che chissà quando avevamo adottato: un’ottima opportunità per ridefinire chi siamo, cosa ci fa stare bene, cosa vogliamo, e cosa non vogliamo più.

UN ANNO DI ALLEANZE


Ho avuto più occasioni di “alleanze” con amiche e colleghe, più desiderio di unione e di creare cose insieme.

Forse perché i momenti difficili accomunano. Ma in realtà credo che questo “fare meno”, questo essere meno affaccendate, ci ha dato più modo di ascoltare la nostra voce interiore, i nostri desideri e le nostre intuizioni.

UN ANNO DI SEMPLICI ATTIMI


Ho imparato ad apprezzare un caffè bevuto per strada in un bicchierino di carta. Una cena semplice fatta in casa con le amiche.Ho dato maggior presenza e attenzione a ogni momento passato con le persone a me care.

Forse eravamo un po’ “viziati” (io un po’ lo sono. Sicuramente per quanto riguarda il caffè 😉 ).Ma questo periodo di privazioni, forse il primo della vita per molti di noi, ci ha offerto la possibilità di spostare il focus, di diventare delle campionesse e dei campioni dell’apprezzamento, di vivere il momento presente senza correre avanti in quel che verrà dopo e senza fare paragoni con il passato, e senza confrontare con un ideale che, per lo meno ora, non era attuabile.

UN ANNO DI CONSAPEVOLEZZA


Ho visto e compreso ad un livello più profondo quanto sia importante sospendere il giudizio verso chi ha paure o idee diverse dalle proprie, e quanto sia cruciale esprimere il proprio pensiero senza creare ulteriore divisione. 

Questo non è sempre facile lo ammetto, sebbene la direzione sia chiara. Ma quello che abbiamo visto – e che qui non voglio ripetere- è stata la creazione di due fazioni, il reciproco screditamento della parte opposta a colpi di epiteti ed etichette arbitrarie, la mancanza totale di ascolto di ciò che l’altro sostiene, delle sue parole, ma soprattutto delle sue preoccupazioni, delle sue paure. Opporsi rinforza questo meccanismo, e io ho compreso che non voglio partecipare, non voglio seminare dualità e discordia, neanche ad un livello energetico, perché questa divisione non ci fa gioco, fa solo gioco a un sistema che ha le sue ragioni di esistere, ma che non sono le nostre. Come ci ricorda l’antica saggezza dei nativi americani: “Nessun albero ha rami così stupidi da litigare tra loro.”

UN ANNO DI RITOCCHI MAGICI


Ho imparato ad aggiungere un doppio pizzico di magia al quotidiano, quando rischiava di diventare troppo prevedibile. 

Non ho mai amato la parola “accontentarsi”, perché mi rimanda l’idea di rinuncia, di rassegnarsi a situazioni e cose che non ci appagano o non fanno per noi, quasi non avessimo diritto a desiderare altro. Amo però l’idea di “farci contenti” come apprezzamento e “impreziosimento” di ciò che c’è, di quello che abbiamo, di quello che è possibile. Sì quindi alla creatività che ci sospinge nel dar vita a nuove modalità e situazioni, nonostante i limiti del momento.

E quindi?

Sappiamo tutti quante cose ci sono mancate e ancora ci mancano, e siamo tutti concordi nell’auspicarci di riacquisire la nostra spensieratezza e soprattutto una maggiore libertà. 

Ma da ogni situazione possiamo uscire più forti e capaci se riusciamo a focalizzarci sul “pieno”, prima che sul “vuoto”.

Accorgersi, essere consapevoli, apprezzare, sono passaggi importanti a questo scopo.

Ti invito a fare lo stesso, prima a livello generale, e poi a livello personale.

Registrare i tuoi successi personali, le soddisfazioni, l’impegno, è un passaggio cruciale per chiudere bene l’anno in corso ed affacciarsi con lucidità, fiducia ed un pizzico di magia all’anno nuovo. È questo infatti il primo passo di ogni processo di pianificazione, o meglio creazione, dell’anno che verrà.

Perciò prenditi il tempo per apprezzare, per diventare consapevole di ciò che è nascosto, per “registrare” a livello profondo i tuoi successi (non necessariamente in termini di esito, ma anche in termini di impegno, attenzione, cura che hai messo in ciò che hai fatto).

Non ci è mai dato di sapere come saranno le cose là fuori.

Ma in ogni momento abbiamo l’estrema libertà di scegliere come vogliamo sentirci, e di rispondere agli eventi come veri “capitani della nostra nave”.

E con questa scorta di beni nella stiva, sapremo certamente navigare bene anche se ci sarà qualche tempesta.

Sei riuscita a fare la tua lista delle cose positive dell’anno? 

Raccontami quello che hai scoperto nei commenti qui sotto, oppure mandami un messaggio su Instagram se non sei riuscita a trovare “niente”, sarei felice di aiutarti!

Un abbraccio,
Gina

Mettiti al centro: prendi il tuo tempo

Mettiti al centro: prendi il tuo tempo

Il tempo per noi stesse è importante, anche per gli altri.

Oggi vorrei parlarti di uno dei temi che sento ricorrere maggiormente tra le mie clienti, tra le mie amiche e colleghe, tra le amiche professioniste della Rete al Femminile, tra la maggior parte delle donne che lavorano, che hanno famiglia e spesso dei figli e sono donne che vogliono crescere dal punto di vista sia personale che professionale: è la stanchezza e la mancanza di tempo per sé – che sono, a mio avviso, strettamente collegate.

Prendersi del tempo è sempre stato difficile, per le donne

E ora con smart working che proprio smart non è, didattica a distanza, attività sportive soppresse e neanche un ristorante o un teatro dove passare una serata rigenerante, il problema si è acuito in modo esponenziale.

Ma se la difficoltà è oggettiva, c’è sempre qualcosa che possiamo fare a livello soggettivo per ridare priorità a qualcosa che consideriamo un “lusso”: un po’ di tempo per noi.

E l’inizio è sempre un cambiamento nel nostro modo di vedere le cose.

Se prenderci del tempo per noi non fosse un lusso, ma una priorità?

Se invece il lusso che non possiamo permetterci fosse quello di trascurare il nostro bisogno di staccare, rigenerarci, divertirci? 

Una delle cose che mi ha sempre tenuta in piedi anche nei momenti più sfidanti della mia vita è stata una sorta di sano “egoismo” che mi ha sempre permesso di non perdere di vista ciò che per me è vitale (nel senso che aggiunge vita alle mie giornate): trovare il tempo per fare ciò che amo.

Noi donne cresciamo con l’idea che il nostro ruolo è di esserci per gli altri, prima.

Da bambine vediamo le mamme fare i salti mortali, sacrificarsi, gestire con successo mille ruoli contemporaneamente e introiettiamo quei modelli. 

Perciò non è stato facile nemmeno per me vincere quell’idea strisciante che ti fa credere che gli altri ti giudicheranno se dici di no, o che il mondo crollerà se non sei sempre a disposizione di chi ha bisogno di te. 

Ma forse proprio per la mia storia (che ti rimando qui)  ho iniziato a credere che pensare a me stessa “prima” (non soltanto, ma prima) fosse indispensabile non solo alla mia felicità, ma alla mia sopravvivenza.

Capita a tutte di vivere con quel senso di colpa

Proprio oggi, in una sessione individuale con una meravigliosa nuova cliente, il tema è emerso di nuovo. Raccontava di una pressione esagerata da parte dell’azienda per cui lavora, della totale mancanza di tempo per sè e del dispiacere (se non addirittura senso di colpa) per aver ritardato un giorno nell’andare a prendere la figlia, che così aveva cenato dallo zio anziché con lei. 

Il suo racconto mi ha richiamato alla memoria un episodio di quando ero bambina, che l’ha aiutata a cambiare la percezione riguardo a quell’evento. 

Ti racconto quello che era successo a me

Ero in prima media e praticavo atletica leggera, e nei 60 metri piani ero quasi imbattibile.

Quel giorno eravamo andati con tutta la scuola al campo sportivo per le gare comunali. Ma  pochi minuti prima della gara, che sapevo di poter vincere, succede qualcosa: in segreteria si rendono conto che io ero un anno più giovane rispetto alle mie compagne di classe e delle classi parallele, pertanto mi sento convocare lì con la mia insegnante e mi dicono che purtroppo, a causa del regolamento, non avrei potuto partecipare se non con “le più piccole”. 

Fui presa dalla delusione, dalla vergogna di dover correre con quelle delle elementari, dal disagio di gareggiare con delle sconosciute: così scoppiai a piangere e mi rifiutai di gareggiare. Ammetto di essere stata un po’ drammatica 😉 ma ai miei 10 anni evidentemente non sapevo fare di meglio.

Così la scuola avvertì mia mamma affinché mi venisse a prendere, ma lei stava lavorando e non poteva muoversi.

Oggi, come mamma a mia volta, immagino che si sia sentita in conflitto tra ciò che doveva fare e il desiderio di venir a consolarmi, in colpa forse, per non potersi assentare. Allora di certo non ci pensavo.

Fatto sta che mi venne a prendere mia zia, sua sorella più giovane, con il suo fidanzato ed un cucciolo di pastore tedesco di nome Lord, e mi portarono a fare una passeggiata sul Carso.

Fu una giornata speciale, e io ancora oggi la ricordo come una cosa stra-ordinaria (in quanto non era abituale), una piccola avventura che fu in grado di farmi dimenticare la delusione e riportarmi al mio naturale stato di gioia.

Ho fatto tesoro di quell’esperienza

Questo racconto ha permesso a Claudia di capire che quello che lei viveva come un “togliere qualcosa” a se stessa e alla bambina, poteva in realtà essere un grande dono alla figlia, un’esperienza che da grande magari avrebbe ricordato con piacere ed affetto, proprio perché insolita, diversa, inaspettata.

Quando ci sacrifichiamo per i figli, trasmettiamo loro il messaggio: sei importante, ti amo.

Ma quando sappiamo prenderci cura di noi trasmettiamo loro un messaggio altrettanto fondamentale: Io sono importante per me, io mi amo.

E questo autorizza loro a considerarsi importanti per se stessi, ad amare se stessi prima di tutto.

E non succede solo con i figli, ma con tutte le persone che amiamo.

Così facendo è come se autorizzassimo anche gli altri a fare lo stesso, li incoraggiassimo a riconoscere i propri bisogni e prendersene cura. È un po’ come in quel vecchio detto: 

Se vuoi sfamare una persona non dargli del pesce: insegnale a pescare.

E ne parlava anche un certo uomo saggio vissuto circa duemila anni fa: ama il prossimo tuo come te stesso. 

Se questo amore per noi stesse scarseggia, come potremo davvero amare qualcun altro di più?

Conosco donne “impeccabili” che si sacrificano per fare sempre ciò che ci si aspetta da loro, ma che poi si lamentano, criticano, giudicano e sono quasi sempre scontente e rancorose.

Si sono semplicemente dimenticate di amare e dare ascolto alla persona con cui devono trascorrere ogni istante della propria vita: se stesse.

Si può fare. Anzi, è uno dei rarissimi casi in cui utilizzo questo verbo: si “deve” fare 😉 

Lo devi a te stessa, prima di tutto.

Quando  impari ad amarti ti tratti come tratti le persone che ami: fai quello che puoi per renderle felici. E allo stesso modo per cui per te è una gioia esserci per gli altri, è importante esserci per te.

Perciò, trova il tempo per dedicarti a ciò che ami.

Quanto a me, ora, nonostante le molte cose che avrei da fare, e nonostante fuori ci sia un’umidità londinese, chiudo il computer, mi alzo dalla mia postazione e vado a fare una passeggiata lungomare.

Al mio ritorno sarò una persona un po’ migliore, e non sarò l’unica a beneficiarne.

Lasciami un commento: fammi sapere di te!

Gina

Una cornice per migliorare le tue relazioni (sì, anche quella con te stessa)

Una cornice per migliorare le tue relazioni (sì, anche quella con te stessa)

Dopo la lavatrice si arriva alla… cornice. Nel mio precedente articolo ti avevo parlato di “momenti lavatrice”, e non mi riferivo a quando ci occupiamo del bucato, ma a quei momenti in cui ci sembra di essere nella centrifuga, insieme al bucato. 😉

Ti avevo indicato alcune cose che in quei momenti è utile evitare, e alcune cose che invece possono essere d’aiuto. È stato lì che te l’ho nominata: la cornice d’accordo.

Una cornice è, in generale, qualcosa che delimita e valorizza quello che contiene, per esempio una bella foto.

In questo caso, andiamo a delimitare e definire i termini di un accordo tra noi e qualcun altro, valorizzando così i nostri bisogni e desideri, rispettando anche quelli del nostro interlocutore. Un piccolo lavoro, da fare in anticipo, che ci permette di evitare malintesi, sottintesi e non detti, che sono sempre forieri di malcontento, fastidi, contrasti a volte anche rotture.

Introdurre questa pratica tra le mie abitudini ha facilitato ogni mia relazione: con i miei clienti, nelle collaborazioni, in possibili partnership, nelle amicizie, con i miei affetti. Potremmo definirla come “Le regole del gioco dei nostri rapporti”.

Vediamo come potrebbe diventare qualcosa di prezioso anche per te.

Diversi anni fa, quando ancora non conoscevo questo strumento, mi è capitato di fare un viaggio in un posto bellissimo con dei compagni di viaggio piuttosto improbabili, nel senso che non condividevamo molto a livello di punti di vista, valori, desideri e abitudini, salvo il desiderio comune di andarcene per una decina di giorni in Messico.

Nulla di tutto questo mi era apparso, a quel tempo, come un possibile problema.

Quando immagini dieci giorni nella penisola nello Yucatan cosa immagini?

Spiagge bianche, poncho colorati e sombreros, cibo speziato e città Maya, vero?

Questo almeno era quello che immaginavo io.

Immaginavo di svegliarmi al mattino presto (ma non prestissimo), scendere a fare una colazione ricca e super salutare, andare in spiaggia alcune ore, fare sport acquatici e, dopo un pranzo leggero a base di frutta e pesce e un po’ di relax, avventurarci ad esplorare i dintorni.

Immaginavo di inoltrarci all’interno con un’auto a noleggio e visitare gli antichi siti archeologici ricchi di storia e di magia, ascoltare storie, camminare per le stradine di piccoli paesi e villaggi, visitare mercatini tipici e profumati, e tornare a casa nutrita dalla contaminazione con quella cultura, storia, natura, quei colori, sapori e profumi.

Perfetto no?

Peccato che questa era il viaggio che girava soltanto nella MIA testa.

Le preferenze dei miei colleghi viaggiatori, o dovrei dire piuttosto vacanzieri, era quella di alzarsi tardi al mattino, stare in spiaggia a lungo, pranzare tardi e in modo più importante, fare shopping, molta vita notturna, il tutto innaffiato da frequenti aperitivi.

Secondo te com’è andata la vacanza?

No, ancora peggio. 😉

È stata comprensibilmente difficile perché non ci eravamo presi la briga di verificare “prima” quale tipo di viaggio, o vacanza, ognuno di noi desiderava fare.

E ovviamente non c’è nulla di sbagliato nel desiderare la vacanza che i miei amici volevano fare, solo che non era la mia!

Ecco cosa avremmo dovuto mettere in chiaro prima:

Vacanza, o viaggio?

Relax e divertimento oppure vita sana, natura e cultura? O un mix di quali ingredienti e in che misura?

Ci immaginiamo una vacanza più stanziale, o più in movimento?

Vita mondana quanta?

Cosa succede se alcuni di noi vogliono una cosa e qualcuno vuole fare altro?

Ho la libertà di farmi un programma per conto mio senza che gli altri smettano di rivolgermi la parola? 😉

Vogliamo avere budget illimitato, o qualcuno ha necessità di contenere le spese?

E la lista potrebbe continuare.

Fare questo può sembrare un lavoro faticoso e molto razionale ma ti assicuro che è stato molto più gravoso cercare di mediare in tutte le situazioni in cui ognuno aveva la sua idea. O peggio, quando la mia idea non coincideva con quella di nessun altro. 

Eppure a me pareva così ovvio, ed è probabile che anche tu che mi stai leggendo abbia l’impressione che nella mia idea di vacanza-viaggio ti saresti trovata piuttosto a tuo agio.

O forse avresti preferito quella dei miei amici. Benissimo! L’importante è saperlo prima, negoziare laddove è possibile e prendere decisioni coraggiose dove è necessario.

Non si tratta di imporre i propri standard, ma di fare chiarezza con noi stessi e chiedere all’altro di fare lo stesso, comunicandoci tutto ciò che può essere importante sapere e non dando nulla per scontato (che poi tutto quello che è “scontato” è qualcosa a cui diamo meno valore, no?)

E, appunto, il primo fondamentale passaggio, è creare questa chiarezza dentro di noi, ed esplicitarla a noi stesse attraverso l’uso di domande mirate. 

Se siamo professioniste o free-lance, quanto spazio vogliamo dedicare al lavoro e quali spazi vogliamo tenere riservati alle altre cose importanti della vita?

Qual è il livello economico che vogliamo raggiungere?

Cosa siamo disposte a fare per arrivarci, e cosa non siamo disposte a fare?

Se lavoriamo come dipendenti, quanto spazio e tempo siamo disposte a dedicare al lavoro fuori dal nostro orario?

E più in generale, quali cose non possono mancare nella nostra vita?

A cosa non siamo dispose a rinunciare?

E nelle relazioni; cosa è indispensabile e cosa irrinunciabile?

E riguardo la mia salute e forma fisica, quali accordi voglio prendere con me stessa?

Ogni area, ogni situazione, ogni relazione potrà trarre solo benefici da questa onestà e chiarezza, ti farà risparmiar tempo e denaro, ma soprattutto – e questo è il vantaggio più grande – ti farà sentire di onorare te stessa, i tuoi valori, le tue preferenze e di trattare l’altro nello stesso modo, offrendo a entrambi la possibilità di accettare, negoziare o rifiutare l’accordo.

Spesso non è sufficiente fare una cornice d’accordo una volta per tutte, può essere necessario “richiamarla” ogni tanto, rifacendoti ai termini che avevate stabilito. Ecco perché è importante avere stabilito quei termini: è molto più facile ricordare a qualcuno che il suo comportamento non ti sta bene se lo avevi già evidenziato in una fase precedente.

Certo, ci vuole un po’ di pratica, molta onestà e un po’ di coraggio, ma è un sicuro antidoto ad aspettative e delusioni.

E visto che mi piace sempre passare da un livello concettuale a un livello concreto, ora ti invito a fare questo esercizio.

Prendi una situazione in cui, nell’interazione con l’altro, non sei stata soddisfatta del risultato.

Potrebbe essere con un cliente che si aspettava qualcosa di diverso, un cliente che hai dovuto inseguire per poter incassare, un weekend insoddisfacente, un’amicizia che in questo momento è sbilanciata o un numero importante di persone che si cancellano dalla tua newsletter.

Su quali aspetti non avevi fatto chiarezza con te stessa?

Quali cose avresti dovuto evidenziare prima a loro?

Quali erano i SÍ e i NO che avresti dovuto mettere in chiaro?

Cosa ti aspettavi, o cosa si aspettava l’altro?

Come applicheresti la cornice d’accordo la prossima volta?

Di solito ci tengo una mezza giornata di corso sull’argomento, ma mi auguro che questo articolo possa darti il “la” per comprendere e iniziare a praticare.

Fammi sapere cosa scopri e dove l’applicazione della cornice d’accordo potrebbe fare la differenza per te.

E se hai domande, non esitare a scrivermi! Sarò felice di risponderti.

Un abbraccio,
Gina

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