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Crea la tua energia

Crea la tua energia

L’energia, così come la felicità, non va cercata fuori di te. Tu sei in grado di crearla: con il giusto livello di consapevolezza puoi fare molto per te stessa. 

Pronta a scoprire la “formula magica dell’energia”? 

Mi dispiace deluderti ma no, non ci sarà nessuna polvere o pozione miracolosa a venire in nostro aiuto e riattivarci miracolosamente. Però c’è moltissimo che puoi fare se diventi consapevole delle preziose informazioni che arrivano da dentro, e se impari a utilizzare quelle stesse informazioni a tuo vantaggio.


Dopo anni di attenzione ed ascolto, ho imparato a riconoscere quali sono le attività quotidiane che mi danno la carica e quali, invece, sono una specie di kryptonite (sono sicura che anche tu ne hai qualcuna). Spesso però non le posso evitare del tutto, e allora serve diventare bravissime a ricaricarci e soprattutto diventare kryptoniteresistenti.

Ti piacerebbe? Seguimi.

Ti presento la TRIADE dell’energia


Le iscritte alla newsletter hanno avuto delle preview approfondite su questo argomento: mattoncino dopo mattoncino, ho parlato loro dei passi da fare per tenere monitorata la nostra energia e smuoverla quando è necessario.
Se vuoi iscriverti anche tu vai qui 🙂 

Inizia dal corpo

Il primo elemento della TRIADE è ciò che fai con il tuo corpo: la postura, come tieni le spalle, quanto è eretta o incurvata la tua schiena, la respirazione, l’espressione del tuo viso. Ma anche dove tieni le mani! Spesso, quando siamo sovrappensiero o in tensione, le nostre mani vanno a titillare qualche parte del viso, a stressare una ciocca di capelli o a combattere con le pellicine… ebbene – a tutto questo corrisponde un certo stato d’animo e generalmente a un’energia piuttosto stagnante. 

Anche l’uso della voce concorre a creare il nostro stato interno e la nostra energia: parlare a voce piena o con la voce di un gattino ha un effetto diverso non solo sugli altri, ma in primis su te stessa.

Siamo un tutt’uno! Non possiamo assumere la stessa identica postura e tutte le altre caratteristiche di quando siamo tristi e sperare di sentirci entusiaste – non funziona così.

Possiamo intervenire: senza snaturarci, senza forzarci, ma portando attenzione e consapevolezza e, se non ci piace quello che si è creato dentro di noi in modo “automatico”, possiamo modificarlo e ci sentiremo subito diversamente.

Dov’è il tuo focus?

ll secondo elemento della TRIADE dell’energia risiede nel nostro focus, dove dirigiamo la nostra attenzione. 

Il tuo cervello, in ogni momento, deve filtrare miliardi di informazioni che  lo bombardano dall’esterno e dall’interno. Deve decidere cosa sia “rilevante” e cosa non lo sia e deve farlo in frazioni di secondi e con il minimo dispendio di energia. Pertanto, fa costantemente 3 operazioni: distorce, generalizza e cancella . In questo modo “tiene” delle informazioni e, necessariamente deve ignorare qualcos’altro. 

Le sue scelte sono buone per la sopravvivenza. Ma lo sono anche per la tua prosperità, felicità, e piena realizzazione? E che effetto hanno sul tuo livello di energia?

Non possiamo lasciare che siano le nostre vecchie programmazioni a decidere, ed è qui che entriamo in ballo noi.

Perciò vorrei che ti fermassi e facessi a te stessa alcune domande. 

Fai qualche respiro profondo e prova a dare una risposta:

  • A cosa do la mia attenzione, prevalentemente o in questo preciso momento?
  • Alle possibilità, o agli ostacoli?
  • Alle soluzioni, o ai problemi?
  • Alla paura di fallire, o al desiderio di creare?
  • A tutte le ragioni per cui potrebbe andare male, o all’unica ragione per cui vale la pena di farlo?
  • A ciò che è importante, o alle mille possibili distrazioni?
  • A quello che mi viene raccontato, o a quello che sento essere vero?
  • Ai difetti del mio/della mia partner, o a tutto ciò che c’è di incredibilmente buono in lui o lei?
  • Ai miei limiti, o alle mie capacità? 

E ancora:

  • Ti concentri sulle cose che puoi controllare, che dipendono da te, oppure su ciò che è fuori dal tuo controllo?
  • Ti concentri su un passato che non c’è più, su un futuro che non esiste ancora, o sul momento presente, dove puoi decidere e agire? 

Mettere l’attenzione su qualcosa, esclude inevitabilmente qualcos’altro – ecco perché è importante scegliere bene quale parte alimentare.

Ciò a cui dedichi la tua attenzione, crea il tuo mondo. 

Puoi vivere in un mondo di ostacoli o in uno di possibilità. Se ti concentri sempre su ciò che manca, è difficile sostenere la tua felicità.

Il linguaggio. Le parole sono importanti.

C’è un terzo elemento, che concorre a creare il tuo stato e il tuo livello di energia: è il linguaggio che utilizzi e i significati che attribuisci a tutto ciò che accade.

Non solo ad alta voce, ma specialmente dentro di te, il linguaggio che usi per descrivere le tue giornate, il modo in cui interpreti le situazioni e i significati che dai a ciò che accade, può rendere la tua vita un inferno o… un luogo di villeggiatura!

Facci caso

Usi parole che ti incoraggiano, ti fanno vedere possibilità, ti fanno sentire bene, ti fanno sentire alla guida della tua vita in ogni momento, oppure usi un linguaggio e una narrazione dove tu sei la vittima, o dove la vita è ingiusta, o dove gli altri sbagliano sempre? Oppure da mattina a sera ti dici “devo” fare questo, “devo” fare quello e  in generale usi un linguaggio che ti toglie potere ed energia?

Il lavoro sul tuo stato e sulla tua energia è un lavoro importantissimo, perché sta alla base delle tue decisioni e di tutti i tuoi comportamenti. In cambio ti richiede solo un po’ di attenzione e di allenamento. Si tratta di un’abitudine che, giorno dopo giorno, entra a far parte della tua routine e crea la tua identità. 

Mi riferisco a quell’identità come la tua “casa emozionale”, ovvero il luogo a cui tendi a tornare dopo un momento particolarmente felice, o particolarmente difficile. Quella “casa” gioca un ruolo fondamentale, spesso ha il controllo della tua vita: è quello che nei miei percorsi chiamo “il punto chiave della felicità”.

Ma ora dimmi

Come ti senti in quella casa? Sei soddisfatta di come stai lì o c’è qualcosa che vorresti cambiare? Se hai bisogno di una mano per “ristrutturarla” sono qui per te, ti invito al mio nuovo percorso in partenza a fine mese: scrivimi per maggiori informazioni!

Un abbraccio,
Gina

Cambia percezione, cambia risultati

Cambia percezione, cambia risultati

La tua percezione è sempre attiva oppure, a volte, ti ritrovi a compiere dei gesti in modo del tutto automatico? Voglio parlarti di quello che puoi fare, semplicemente cambiando percezione. Ne sarai stupita. Perché da una percezione più attiva cambiano anche i risultati e, questo significa maggiori benefici con il solo utilizzo della tua mente!

Lascia che ti racconti quello che è successo a me

L’altra mattina stavo facendo le pulizie di casa e, mentre lo facevo, ho iniziato a pensare “Caspita, però stamattina non ho fatto i miei 10 minuti di ginnastica…”. In effetti, ero partita lancia in resta… ehm diciamo che ero partita aspirapolvere in resta, carica per l’operazione dust-buster ancor prima di colazione, stravolgendo la mia routine mattutina. Proprio io che normalmente faccio i miei 5 tibetani e 5 minuti di HIIT per risvegliare il corpo (lo sai già vero, che la mattina sono una specie di zombie?). 

Ma poi mi sono detta «Ehi, ma io sto già “facendo ginnastica”».

Certo, ora starai pensando che non è proprio la stessa cosa, e hai ragione, ma potrebbe esserlo, con la giusta percezione

Quello che sto per raccontarti potrebbe esserti utile in questi giorni di semi-reclusione, in cui non possiamo andare in palestra, a yoga o a fare zumba e magari dobbiamo passare una maggior quantità di tempo a fare le normali attività casalinghe, che di solito deleghiamo almeno in parte.

Quello di cui ti sto per parlare ha a che fare con la percezione, ancor meglio con la consapevolezza, e i suoi risvolti sono tantissimi e hanno a che fare con moltissimi aspetti, oltre alla tua forma fisica.

L’esperimento sulla percezione 

Nel 2006 la psicologa Ellen Langer dell’Università di Harvard ha condotto un esperimento che ha coinvolto 84 cameriere ai piani che lavoravano in 7 diversi hotel.

Alle donne è stato chiesto quanto allenamento fisico facessero mediamente, e tutte hanno dichiarato di non dedicarsi a nessun tipo di allenamento ( 1/3 ha detto zero, 2/3 hanno detto solo saltuariamente). Sono quindi state effettuate tutte le misurazioni del caso (massa magra/massa grassa, peso, centimetri nelle parti “cruciali”, pressione sanguigna ecc.) ed i risultati hanno confermato quanto dichiarato, ovvero i parametri erano quelli delle persone sedentarie.

Il gruppo iniziale è quindi stato diviso in due.

Il primo gruppo (44 persone) è stato informato del fatto che in realtà quello che loro facevano pulendo 15 camere ogni giorno, superava abbondantemente la quantità di attività fisica raccomandata dai medici ed è stato fornito loro un corollario di dettagli su quante calorie si bruciassero passando l’aspirapolvere o strofinando i sanitari, cosa succedeva al loro corpo quando cambiavano le lenzuola o pulivano i vetri e così via.

Alla fine un promemoria di queste informazioni è stato reso visibile sul loro posto di lavoro e alle signore è stato chiesto di non modificare nulla delle loro normali abitudini.

Al secondo gruppo invece non è stata data alcuna informazione.

E un mese dopo indovina cos’è successo?

Il gruppo “informato”, nonostante non avesse portato alcun cambiamento alle proprie abitudini, aveva in realtà modificato sensibilmente i parametri precedentemente misurati, dimostrando perdita di peso, diminuzione massa grassa e aumento massa muscolare, regolazione della pressione sanguigna, giro vita e giro fianchi diminuiti. 

Risultati concreti senza “fare niente”?
Non proprio: comportamento identico, ma differente atteggiamento mentale.

La percezione conta

Cosa era successo a queste donne? Erano diventate consapevoli di quello che stavano facendo, ci avevano dato un significato diverso: prima stavano solo “lavorando”, ora stavano anche facendo attività fisica! 

Forse avevano iniziato a portare la loro attenzione ai movimenti, anziché a farli in modo meccanico e “assente”, hanno aumentato il coinvolgimento, la presenza, la mindfulness – tanto da produrre modifiche tangibili nel loro corpo.

Cosa ci insegna questo esperimento sulla nostra percezione?

Questo, come molti altri esperimenti fatti, ci dice che la consapevolezza è qualcosa di impalpabile ma che diventa tangibile, che quello che crediamo ha un’influenza sui risultati concreti, e che la mente ha un effetto potente sul corpo. Ci ricorda che le informazioni che riceviamo ci aiutano a creare delle immagini, che vanno ad influenzare il nostro presente e il nostro futuro. È quindi fondamentale vigilare su cosa influenza la nostra immaginazione, in questi giorni più che mai.

In questi giorni di “tempo sospeso”, di semi isolamento e “reclusione” in cui la maggior parte delle nostre abitudini è stata stravolta, come potremmo usare questa conoscenza per il nostro bene? Quale promemoria vorremmo tenere a vista in questo periodo, al pari delle pulitrici dell’esperimento?

Ora tocca a te: cambia percezione e cambia i risultati!

Per esempio potresti notare cosa innalza, cosa espande la tua energia, e quello che invece la abbassa (io pur tenendomi alla larga dalla tv e dalla radio ancor più del solito, risento comunque di quel minimo di informazione che mi arriva).  Trova quindi le TUE pratiche per rimettere in equilibrio il tuo sistema.

Queste sono quelle che funzionano con me:

  • Respirare.
  • Sorridere.
  • Ballare scatenata.
  • Amare.
  • Provare cose nuove, anche se chiusa in casa.
  • Meditare per la guarigione del mondo.
  • Massaggiare il mio corpo con una crema profumata.
  • Sentirmi parte di qualcosa di molto più grande, sentire che forse, per la prima volta a livello mondiale, siamo una cosa sola e potremo farcela solo se restiamo uniti.

Qualsiasi cosa tu decida di fare, metti te stessa interamente in quell’attività, che sia passare la scopa, fare i biscotti, leggere una storia ai tuoi figli o progettare lo sviluppo della tua attività non appena saremo fuori da qui.

Perché il futuro si crea nel presente.

E credo che sia il momento giusto per creare insieme, qui e ora, il mondo migliore che tutti noi desideriamo.

Un abbraccio, con amore

Gina

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Individua l’anti-parola del 2020, un esercizio per riconoscere quando diventi il limite di te stessa

Individua l’anti-parola del 2020, un esercizio per riconoscere quando diventi il limite di te stessa

L’anno nuovo è da poco iniziato e, come di consueto, nel primo periodo si tende a fare bilanci e “pronostici” per l’anno che verrà.

Fa parte delle pratiche di gennaio quindi, definire quale sarà la parola che ci accompagnerà nei mesi a seguire.

Questo esercizio, diventato un trend negli ultimi anni, può esserci d’aiuto per individuare una guida, quasi una sorta di mantra che possa orientare le nostre energie e le nostre risorse durante l’anno.

 

Cerco di spiegarmi meglio

 

Immagina che tu senta che la parola giusta per orientarti nel 2020 sia CORAGGIO. Questo termine diventerà per te uno sprone, un memo, un monito. Nelle situazioni difficili ti tornerà alla mente il coraggio, tingerai con questa sfumatura di coraggio tutte le situazioni in cui sentirai di dover tirar fuori la carica, dove magari restavi ad osservare senza dire la tua, o dove magari eri troppo accondiscendente e non te la sentivi di mettere dei sani paletti. O ancora dove evitavi di proporti per quella collaborazione o per quel progetto per paura di ricevere un rifiuto.

Ecco che, grazie all’individuazione della parola del 2020, sarai in grado di ricordare la rotta da mantenere, nel mare magnum delle possibilità, delle sollecitazioni e degli svarioni emozionali che viviamo quotidianamente.

 

E l’anti-parola allora?



 

Altrettanto interessante è l’individuazione dell’anti-parola dell’anno. L’anti-parola non è altro che la rappresentazione della nostra kryptonite, della dispersione delle nostre energie, della vanificazione dei nostri sforzi e propositi.  Sarà il segnale di allerta a cui porre attenzione, sarà il campanello d’allarme che ci riporterà sulla nostra direzione.

 

E ora, con la dovuta spensieratezza, andiamo a fare questo veloce esercizio per individuare l’anti-parola per il 2020. Pronta?

 

 

  1.  Pensa per un attimo alle situazioni in cui non ti sei piaciuta, non ti sei riconosciuta o hai giocato al ribasso nell’ultimo anno.
  2. Pensa ai momenti in cui quello che hai pensato, detto, fatto o sentito come emozione, è stato lontano dalla meraviglia che sai di essere.
  3. Pensa a cosa ti ha trattenuta dal cogliere le giuste opportunità per il tuo lavoro e per la tua vita.
  4. Cerca la matrice comune, un elemento che tu riscontri in tutte e tre le riflessioni sopra. Riassumile in una sola parola che abbia senso per te (nei limiti del possibile).
  5. Ora la parte divertente. Scrivi la parola su un foglio, fai una bella X rossa sopra, come se fosse soda caustica o veleno per topi: è pur sempre la tua kryptonite! Assicurati che sia evidente anche visivamente. Infine, trova il modo più forte per te per distruggere quel foglio. Fallo in frantumi, buttalo nel water, brucialo: eliminalo dalla tua vita. (questo passaggio è importante, perché nei punti precedenti hai lavorato con la tua mente conscia, ma ora dobbiamo registrare il cambiamento a livello più profondo, e questo piccolo rituale è quello che ci vuole per comunicare con la tua mente subconscia, la parte sommersa dell’iceberg).
  6. Bene!!! Ora ti chiedo di condividere con me la tua anti-parola dell’anno, spiegando come ti è stata d’ostacolo quella parola nelle situazioni citate nelle domande 1, 2 e 3.

 

Sperando che eliminare la tua anti-parola sia stato fortemente liberatorio, ti mando un forte abbraccio!

Gina

 

 

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Bloccata da un pensiero.

Bloccata da un pensiero.

Succede anche a me.

E mi è successo proprio in questo periodo, di rimanere bloccata da un pensiero che non è di alcuna utilità. A volte può essere vivido e pressante, a volte- come nel mio caso- può aleggiare sullo sfondo, serpeggiante. Così, mentre sei impegnata sui mille fronti della quotidianità, quasi neanche ti accorgi che è lì e che ti blocca.

Eppure lo fa.

 

Sono presto tre mesi che non scrivo una Newsletter né un post nel mio Blog. Non è stata una scelta consapevole e serena. Piuttosto una parentesi caratterizzata dalla presenza di una vocina che, come la più insolente delle zanzare quando cerchi di dormire in una calda notte estiva, continuava a ronzarmi all’orecchio: “dovresti scrivere un post, dovresti mandare la Newsletter, è troppo tempo che non lo fai, a quest’ora dovresti averne scritti già tre”… bzzz…bzzz…bzzzz…. Eppure per mesi non è successo niente.

Perché?

Non ho avuto tempo? Ero a corto di argomenti? Ho cambiato idea? Niente di tutto questo.

Chiamiamolo effetto-nausea.

È quello stato d’animo che spesso mi prende quando apro il mio Instagram e sembra che siano tutti Coach, esperti, guru- che siano tutti “arrivati” e felici, che abbiano una formula magica per tutto, che abbiano i 4 passi per questo, i 9 scalini per quello e i 3 segreti che devi conoscere per…ogni cosa!

In quei momenti mi sembrano tutte più avanti di me- non professionalmente magari, su questo sono molto sicura e tranquilla – ma più “sul pezzo”. Sembrano (e spesso sono!)  più a loro agio con la tecnologia, sembrano più abili nell’uso dello strumento e sembrano divertirsi nel restare al passo con gli ultimi ritrovati delle stories, dei video IGTV e tutto il resto- mentre io mi sento arrancare.

Davanti a questa overdose di stimoli, offerte, consigli, proposte, la mia reazione istintiva è ritirarmi come un paguro nella mia conchiglietta e non partecipare affatto, perché mi sembra una competizione, ed essendo la mia natura collaborativa e aggregante, quando sniffo odore di competizione tendo ad auto-eliminarmi. (Non una gran strategia, concordi?)

I pensieri che mi girano per la testa in quei momenti sono: “ma cos’altro ho da aggiungere io, a questo oceano di input, informazioni e suggerimenti? Cos’ho da aggiungere a questo coro di gente urlante, che si sbraccia per catturare la tua attenzione nei video e ha sicuramente la soluzione per te?”

E la risposta inconscia a questi pensieri è …freeeeze. Mi fingo morta aspettando che passi il supposto pericolo 😉

Ehi, ma aspetta un momento.

Questo è esattamente quello che mi riferiscono la maggior parte delle donne con cui lavoro, le partecipanti dei miei percorsi, le mie clienti in Coaching, le imprenditrici e professioniste che supporto in azienda, le donne che mi contattano e mi raccontano dove si sentono incastrate o limitate. È uno dei temi più comuni, una delle distorsioni più diffuse, una di quelle bugie che, se ripetute con la giusta intensità, assumono carattere di verità e ci fanno sabotare i nostri amati progetti.

 

Non sei abbastanza…

Abbastanza cosa, stavolta? abbastanza esperta, oppure giovane, o matura, o”arrivata”, conosciuta, sconosciuta, originale, bella, unica, sicura, divertente…cosa?! Ma quando la smetteremo con questo mantra? Oppure ancora “Sei troppo…” e anche qui una lunga sfilza di attributi con il solito effetto rallentante o paralizzante.

 

I social hanno amplificato l’umana sensazione che tutti siano meglio di noi.

Ma cadere in quella trappola realizza proprio quello che temiamo.

Ci fa restare indietro.

Ma non indietro alle altre o agli altri. Chissenefrega.

Indietro rispetto ai nostri progetti.

Non ci fa ottimizzare le energie impegnate ad arrivare fin qui.

Gli studi che abbiamo compiuto.

Il tempo dedicato.

I quattrini spesi per imparare quelle nuove abilità.

Le promesse che ci siamo fatte. Le comprensioni che abbiamo avuto.

Lo scopo che abbiamo compreso di avere.

I talenti che abbiamo ricevuto in dono e coltivato.

 

Non stiamo onorando la nostra Unicità, la nostra vita, non stiamo facendo la nostra parte, pienamente.

La competizione è solo nella mia testa. Ognuna fa quello che fa. Period.

 

Quindi TA-DAAA…!

Ecco i miei 4 passi per uscire concretamente dallo stato di blocco 😉

Questo è quello che ho fatto io e che anche tu puoi mettere in atto per abbassare la voce del critico/perfezionista interiore e ridistribuire l’energia bloccata alla parte di te che può realizzare le cose:

 

1) smetti di guardarti in giro allo scopo di paragonarti. Dedica uno slot di tempo alla settimana per trarre ispirazione dal lavoro altrui, poi chiudi tutto e occupati di quello che vuoi fare tu

(fatto!)

 

2) anziché cercare i tuoi “troppo” o “troppo poco” concentrati su tre caratteristiche tue che ti piacciono, che fanno parte della tua Unicità, punta su quelle e amplificale

(onestà: mi mostro come sono, con i miei successi e i miei punti deboli, senza paura; desiderio di contribuire: se sto in silenzio di certo non sarò utile a nessuno; allegria: tra una faccetta che sorride e un po’ di autoironia, eccomi qui a scrivere)

 

3) ricordati qual è il tuo perché, qual è lo scopo più grande, qual è il contributo che vuoi donare agli altri, quale beneficio ne potranno trarre. Uno, dieci o centomila non importa

(voglio aiutare le altre donne a superare i modelli mentali che le tengono a freno, e aiutarle a liberare e incanalare concretamente le loro capacità, in progetti che migliorano la loro vita e, perché no?, il mondo!)

 

4) fai subito una piccola azione concreta in quella direzione

(eccomi qui a scrivere)

 

5) lo so avevo detto quattro, ma a me piace disobbedire 😉 trova come rendere il compito più facile e divertente

(divido il lavoro in 3 parti: stesura di getto, rilettura e formattazione, pubblicazione. E per premio prendo la bici e vado a bermi un caffè lungomare 😉 )

 

 

Ecco che quello che fanno gli altri scompare all’orizzonte, e il tuo lavoro riprende il suo significato.

E allora eccoti riprendere il contatto con il tuo perché, a mantenere le promesse fatte a te stessa, a dare il tuo contributo alla vita e alla realizzazione di altre donne e persone.

L’unica vera sconfitta è ritirarsi dal proprio percorso, è compierlo con poca convinzione, è esitare davanti alle piccole paure, è lasciarsi abbattere dalle scuse, lasciarsi vincere dalle difficoltà.

 

Perché, come recita il mio adorato anello da cui non mi separo mai,

Realizzare quello che abbiamo dentro può essere facilissimo o difficilissimo, ma è l’unico motivo per cui siamo qui.

(La frase è di Sebastiano Zanolli ed incarna perfettamente il mio pensiero. L’anello è un “pezzo unico” , capolavoro di Valerio Tagliacarne e la sua Ink gioielli  )

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Siccome ho fretta, parto lentamente  (i 30 minuti più importanti della tua giornata)

Siccome ho fretta, parto lentamente (i 30 minuti più importanti della tua giornata)

Non sono mai stata un “uccello del mattino”, ma piuttosto una nottola. I miei bioritmi naturali mi hanno sempre portata a non fare nessuna fatica a stare sveglia fino a tardi, e a sentirmi invece molto “incollata” e priva di energia al risveglio. Negli anni questa tendenza naturale era andata via via consolidandosi, anche perché per 16 anni ho gestito attività di ristorazione con apertura fino a tarda notte, e per me era più probabile vedere l’alba da ancora sveglia, piuttosto che già sveglia.

A qualsiasi ora puntassi la sveglia al mattino, mi sentivo talmente addormentata che speculavo rimanendo a letto fino all’ultimo minuto possibile, rimandando la sveglia più che potevo, salvo poi alzarmi di scatto, già in ritardo, con l’energia che lo stress spremeva dalle mie povere ghiandole surrenali. Decisamente non un bel risveglio.

 

Quando ad un certo punto ho cominciato a mettere ordine nei miei ritmi, ho iniziato un po’ alla volta a praticare delle attività al mattino che potessero aiutarmi a sentirmi un po’ più “viva” e partire con il piede giusto: era un desiderio, ma anche una necessità, dato che avevo una figlia da portare alla scuola materna e non potevo certo, tra le due, essere io quella capricciosa e assonnata che non voleva alzarsi dal letto.

Tutto è iniziato con il muovere il corpo prima di qualunque altra cosa. Non sapevo che stavo iniziando a costruire un’abitudine, un rituale che sarebbe andato via via evolvendo, modificandosi, rallentando a volte, in alcuni momenti di ribellione alle mie stesse regole, ma che sarebbe gradualmente diventato parte integrante di me. Naturale e irrinunciabile come lavarsi i denti alla sera.

Lo scopo che mi prefiggo con la mia routine del mattino, e i benefici che anche tu puoi aspettarti di ottenere creandone una in linea con i tuoi gusti e con le tue preferenze, sono questi:

 

  • Attivare il corpo e innalzare l’energia

Ricordiamoci che, di default, io sono sempre una nottola e i primi momenti del mattino sembro più un Walking Dead che la donna vitale e sorridente che sono di solito 😉

I benefici del riattivare il corpo dopo il riposo notturno sono noti: dal riattivare la respirazione, innalzare il battito cardiaco e riattivare la circolazione sanguigna e linfatica, ossigenare il cervello per una maggior lucidità mentale fin da subito, significa far ripartire tutte le funzioni che ci servono per essere efficaci, energetici e “affamati”, di cibo e di vita, prima fare una bella colazione e partire con le nostre attività.

  • Indirizzare i pensieri verso l’apprezzamento di ciò che c’è di buono nella mia vita.

Non so se capita anche a te, ma le nostre menti al risveglio, se non indirizzate, scattano subito a pensare a quello che dobbiamo fare, ai doveri, ai compiti, alle attività da svolgere, ai progetti non conclusi, agli obbiettivi non raggiunti,  a cose, persone e situazioni che vorremmo e che non sono (ancora?) presenti nella nostra vita, ai problemi in corso che non sappiamo come risolvere, al tempo che sembra non bastare mai. Tale attività è estenuante ed è comprensibile se l’unica cosa che ti vien voglia di fare è tornare nel confortevole abbraccio di lenzuola e cuscini, o se ti trascini svogliatamente verso la tua prima moka e siga, senza le quali-dici- non connetti.

L’obbiettivo non è quindi di negare la situazione attuale, ma di riconquistare uno sguardo più obbiettivo sulla nostra vita, notare tutto ciò che diamo per scontato e risvegliare il sentimento di Gratitudine e il senso di abbondanza per tutto ciò che è presente, o c’è stato.

 

  • Stabilire le vere priorità della giornata e creare chiarezza e slancio

Quando ci concentriamo solo sul COSA dobbiamo fare la lista è sempre lunghissima e, al di là della soddisfazione di poter apporre alcuni segni di spunta al lungo elenco, normalmente il senso di appagamento a fine giornata non è data da quante cose abbiamo fatto, ma dal SENSO che quelle cose hanno per noi, dai benefici che hanno creato o creeranno, dall’allineamento di quelle attività con i nostri valori (ciò che è importante) e con i progetti che ci stanno davvero a cuore.

Siccome è impossibile fare tutto (ma questo sono certa che lo sapevi già 😉 ) è fondamentale sentirti progredire nelle cose importanti, e dedicare tempo ed impegno per portare avanti quelle, insieme a tutto il resto delle cose che non possiamo evitare.

 

  • Stabilire a che ora finirò di lavorare (ahia… qui non sono ancora molto brava, lo confesso, ma continuo ad allenarmi) e quali “cose belle” farò per me durante la giornata(qui invece vinco l’Oscar 😉

Se mettiamo la carota davanti all’asino per fargli tirare il carretto, e poi non gliela diamo mai – o peggio ancora, non gliela facciamo neanche vedere e continuiamo a frustarlo per convincerlo ad andare avanti, prima o poi l’asino si inchioderà, o cadrà a terra esausto. Questo lo capiamo tutti, ma non ci accorgiamo che spesso pretendiamo da noi la stessa cosa, spremendo le nostre energie fino all’esaurimento, come se il premio dovesse essere solo alla fine. Ma alla fine di cosa…?

Il nostro cervello ha bisogno di sapere quando potrà “staccare” dagli impegni, ha bisogno di registrare cose piacevoli e ricompense regolarmente, per essere stimolato ad aiutarci in quello che vogliamo creare. Inoltre se non fissiamo un termine entro il quale intendiamo dedicarci ad altro, rischiamo di occupare di doveri tutto il tempo disponibile, rubandolo a noi stessi e ai nostri affetti.

Vediamo quindi, per ogni scopo, il dettaglio delle attività:

  1. Svegliarsi! : io, come facevano le nonne, uso l’acqua fredda: che sia lavare mani e viso con l’acqua gelata, o fare le frizioni fredde sul corpo (che dev’essere caldo!!) l’acqua è per me il primo passo verso un risveglio pieno di energia.

Tempo: 2 minuti

 

  1. Respirazione: è uno degli aspetti che sottovalutiamo e penalizziamo di più durante una giornata piena di attività. Per partire bene almeno al mattino sono molti gli schemi di respirazione che puoi utilizzare. Io ti suggerisco di partire con questo, che è estremamente semplice: puoi camminare per casa, o fuori se ti è possibile, inspirando in 4 tempi dal naso ed espirando in 4 tempi dalla bocca. Quando inspiri alza le braccia e spingi le mani ritmicamente verso l’alto, e quando espiri lasciale cadere lungo il corpo, o spingi le mani verso l’esterno. Mettici energia!

Tempo: 3-5 minuti

 

  1. Movimento: da ormai più di 17 anni, pratico i 5 Tibetani perché a me piacciono molto (su youtube trovi un sacco di video che ti mostrano la corretta esecuzione, per esempio questo https://youtu.be/Zr_2sk77sZo) ma questa è semplicemente la mia personalissima scelta. Potresti voler mettere su un po’ di musica e attivare il corpo ballando, o fare per 5 volte 1 minuto di Jumping Jacks https://youtu.be/iSSAk4XCsRA o 5 volte 30 squat dopo aver fatto 5 minuti di riscaldamento, per sentire il tuo corpo riattivarsi, il tuo sangue circolare, la tua energia aumentare piacevolmente. Io, se posso, faccio un mix di tutto questo.

Tempo: 10-20 minuti, ma anche nelle giornate più frenetiche, almeno 5 minuti intensi.

 

  1. Gratitudine: mi metto tranquilla, seduta a gambe incrociate, sentendo l’energia che si muove ancora nel corpo e il battito e il respiro che si normalizzano, e rivolgo la mia attenzione a tutto ciò di cui posso essere grata. Inizio dalle persone e cose più vicine e, in una sorta di spirale che parte da me e si allarga, comprendo cose, persone, sentimenti ed eventi più distanti, nello spazio o nel tempo. Inizio da mia figlia, il mio compagno, ogni componente della mia famiglia, mi concentro sull’amore che do e ricevo, la salute, il mio corpo, la casa, gli amici, il mio lavoro, i clienti, la mia città, la tecnologia di cui dispongo e che mi permette di fare colazione insieme a Tony Robbins, Joe Dispenza o Alessandro d’Avenia… Non hai idea di quante cose abbiamo di cui essere grati se solo scegliamo di farlo, anche quando le cose non vanno come vorremo, o come avremmo bisogno che andassero. Concentrati su quello che c’è, prima. Cambia tutto.

Tempo: 3-5 minuti

 

  1. Focus: mi concentro sulle 3 priorità della giornata (spesso le fisso già alla sera, e le rivedo alla mattina) e sul perché è importante per me portarle avanti. Mi “vedo”, immagino, me stessa fare quelle cose con soddisfazione, portarle a termine con facilità, sento le emozioni che corrispondono a quei raggiungimenti.

In una lista a parte, metto per iscritto tutti i “to do”, le quisquilie che altrimenti si portano via la mia attenzione, così da restare concentrata su ciò che è più importante. Me ne occuperò durante la giornata, intervallandole alle priorità.

Io utilizzo sempre qualche supporto, di solito cartaceo perché lo preferisco. Quest’anno sto utilizzando il 5 Second Journal, una sorta di agenda creata da Mel Robbins, una delle speaker motivazionali americane che amo di più. Ci aggiungo dei dettagli che a mio avviso mancano, e faccio in modo che sia come piace a me.

Tu puoi utilizzare un’agenda, un quadernetto, un’applicazione delle tante che esistono, o creare una struttura tua, con dei campi da riempire, e utilizzare quella ogni mattina.

Tempo: 3 minuti

  1. Super colazione…e via!

Se anche tu come me sei di quelli che, come me, non ha mai avuto fame al mattino, prova a vedere cosa succede al tuo appetito dopo una routine del genere 😉

Tempo: 15 minuti (ma io in questo sono ufficialmente un bradipo)

 

Tutto questo non mi prende mai più di 20-30 minuti (+ la colazione) e mi procura benefici non solo immediati, ma che si capitalizzano in modo incrementale nel tempo.

Capiamoci su una cosa: continuo ad essere una nottambula, e continuo a sentirmi, quando suona la sveglia, come se venissi scaraventata sul pianeta Terra da un’altra galassia, ma la differenza ora è che il mio corpo, la mia mente e il mio spirito, dopo qualche indispensabile minuto di raccoglimento nel letto, desiderano attivarsi grazie alle abitudini che ho creato e che moltiplicano il mio benessere. Un miracolo, insomma.

Dopo un periodo di rodaggio e fino a quando le tue abitudini non saranno consolidate, potrà essere importante anche per te, se ami la varietà come me, ricercare e sperimentare spesso nuove routine che ti forniscano lo stesso risultato: ritrovare ogni mattina l’ispirazione, l’energia e il focus per vivere pienamente e in modo produttivo le 24 ore nuove di zecca che ti sono appena state regalate.

Un ulteriore motivo per cui essere grati.

 

Spero che questa lettura ti abbia fornito lo stimolo e la curiosità di testare alcune di queste attività. Forse alcune ti potranno risultare un po’ innaturali all’inizio: ti invito a non sforzarti, ma a darti allo stesso tempo la possibilità di abituare il tuo cervello a creare una nuova “strada” che dopo qualche giorno comincerà a risultare più facile da praticare, fino a diventare piacevole, e poi irrinunciabile. Alcune cose invece potrebbero non essere proprio nelle tue corde: benissimo, lascia stare e trova quello che è in linea conte, crea il tuo modo di attivare tutte le tue migliori energie fin dal mattino, e trova come farlo in modo piacevole e divertente.

Non fidarti di quello che dico 😉  Sperimenta. E fallo #amodotuo.

Grazie per aver letto fino a qui.

Se ancora non l’hai fatto, ti invito a scaricare gratuitamente la mia guida in formato eBook “I nemici del tuo successo personale, e come avanzare ugualmente”. Ti basta essere iscritto alla mia Newsletter (puoi farlo da qui, https://bit.ly/2MvdAYC  ) e lo riceverai direttamente sulla tua mail.

Buona routine del mattino!