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Dopo la lavatrice si arriva alla… cornice. Nel mio precedente articolo ti avevo parlato di “momenti lavatrice”, e non mi riferivo a quando ci occupiamo del bucato, ma a quei momenti in cui ci sembra di essere nella centrifuga, insieme al bucato. 😉

Ti avevo indicato alcune cose che in quei momenti è utile evitare, e alcune cose che invece possono essere d’aiuto. È stato lì che te l’ho nominata: la cornice d’accordo.

Una cornice è, in generale, qualcosa che delimita e valorizza quello che contiene, per esempio una bella foto.

In questo caso, andiamo a delimitare e definire i termini di un accordo tra noi e qualcun altro, valorizzando così i nostri bisogni e desideri, rispettando anche quelli del nostro interlocutore. Un piccolo lavoro, da fare in anticipo, che ci permette di evitare malintesi, sottintesi e non detti, che sono sempre forieri di malcontento, fastidi, contrasti a volte anche rotture.

Introdurre questa pratica tra le mie abitudini ha facilitato ogni mia relazione: con i miei clienti, nelle collaborazioni, in possibili partnership, nelle amicizie, con i miei affetti. Potremmo definirla come “Le regole del gioco dei nostri rapporti”.

Vediamo come potrebbe diventare qualcosa di prezioso anche per te.

Diversi anni fa, quando ancora non conoscevo questo strumento, mi è capitato di fare un viaggio in un posto bellissimo con dei compagni di viaggio piuttosto improbabili, nel senso che non condividevamo molto a livello di punti di vista, valori, desideri e abitudini, salvo il desiderio comune di andarcene per una decina di giorni in Messico.

Nulla di tutto questo mi era apparso, a quel tempo, come un possibile problema.

Quando immagini dieci giorni nella penisola nello Yucatan cosa immagini?

Spiagge bianche, poncho colorati e sombreros, cibo speziato e città Maya, vero?

Questo almeno era quello che immaginavo io.

Immaginavo di svegliarmi al mattino presto (ma non prestissimo), scendere a fare una colazione ricca e super salutare, andare in spiaggia alcune ore, fare sport acquatici e, dopo un pranzo leggero a base di frutta e pesce e un po’ di relax, avventurarci ad esplorare i dintorni.

Immaginavo di inoltrarci all’interno con un’auto a noleggio e visitare gli antichi siti archeologici ricchi di storia e di magia, ascoltare storie, camminare per le stradine di piccoli paesi e villaggi, visitare mercatini tipici e profumati, e tornare a casa nutrita dalla contaminazione con quella cultura, storia, natura, quei colori, sapori e profumi.

Perfetto no?

Peccato che questa era il viaggio che girava soltanto nella MIA testa.

Le preferenze dei miei colleghi viaggiatori, o dovrei dire piuttosto vacanzieri, era quella di alzarsi tardi al mattino, stare in spiaggia a lungo, pranzare tardi e in modo più importante, fare shopping, molta vita notturna, il tutto innaffiato da frequenti aperitivi.

Secondo te com’è andata la vacanza?

No, ancora peggio. 😉

È stata comprensibilmente difficile perché non ci eravamo presi la briga di verificare “prima” quale tipo di viaggio, o vacanza, ognuno di noi desiderava fare.

E ovviamente non c’è nulla di sbagliato nel desiderare la vacanza che i miei amici volevano fare, solo che non era la mia!

Ecco cosa avremmo dovuto mettere in chiaro prima:

Vacanza, o viaggio?

Relax e divertimento oppure vita sana, natura e cultura? O un mix di quali ingredienti e in che misura?

Ci immaginiamo una vacanza più stanziale, o più in movimento?

Vita mondana quanta?

Cosa succede se alcuni di noi vogliono una cosa e qualcuno vuole fare altro?

Ho la libertà di farmi un programma per conto mio senza che gli altri smettano di rivolgermi la parola? 😉

Vogliamo avere budget illimitato, o qualcuno ha necessità di contenere le spese?

E la lista potrebbe continuare.

Fare questo può sembrare un lavoro faticoso e molto razionale ma ti assicuro che è stato molto più gravoso cercare di mediare in tutte le situazioni in cui ognuno aveva la sua idea. O peggio, quando la mia idea non coincideva con quella di nessun altro. 

Eppure a me pareva così ovvio, ed è probabile che anche tu che mi stai leggendo abbia l’impressione che nella mia idea di vacanza-viaggio ti saresti trovata piuttosto a tuo agio.

O forse avresti preferito quella dei miei amici. Benissimo! L’importante è saperlo prima, negoziare laddove è possibile e prendere decisioni coraggiose dove è necessario.

Non si tratta di imporre i propri standard, ma di fare chiarezza con noi stessi e chiedere all’altro di fare lo stesso, comunicandoci tutto ciò che può essere importante sapere e non dando nulla per scontato (che poi tutto quello che è “scontato” è qualcosa a cui diamo meno valore, no?)

E, appunto, il primo fondamentale passaggio, è creare questa chiarezza dentro di noi, ed esplicitarla a noi stesse attraverso l’uso di domande mirate. 

Se siamo professioniste o free-lance, quanto spazio vogliamo dedicare al lavoro e quali spazi vogliamo tenere riservati alle altre cose importanti della vita?

Qual è il livello economico che vogliamo raggiungere?

Cosa siamo disposte a fare per arrivarci, e cosa non siamo disposte a fare?

Se lavoriamo come dipendenti, quanto spazio e tempo siamo disposte a dedicare al lavoro fuori dal nostro orario?

E più in generale, quali cose non possono mancare nella nostra vita?

A cosa non siamo dispose a rinunciare?

E nelle relazioni; cosa è indispensabile e cosa irrinunciabile?

E riguardo la mia salute e forma fisica, quali accordi voglio prendere con me stessa?

Ogni area, ogni situazione, ogni relazione potrà trarre solo benefici da questa onestà e chiarezza, ti farà risparmiar tempo e denaro, ma soprattutto – e questo è il vantaggio più grande – ti farà sentire di onorare te stessa, i tuoi valori, le tue preferenze e di trattare l’altro nello stesso modo, offrendo a entrambi la possibilità di accettare, negoziare o rifiutare l’accordo.

Spesso non è sufficiente fare una cornice d’accordo una volta per tutte, può essere necessario “richiamarla” ogni tanto, rifacendoti ai termini che avevate stabilito. Ecco perché è importante avere stabilito quei termini: è molto più facile ricordare a qualcuno che il suo comportamento non ti sta bene se lo avevi già evidenziato in una fase precedente.

Certo, ci vuole un po’ di pratica, molta onestà e un po’ di coraggio, ma è un sicuro antidoto ad aspettative e delusioni.

E visto che mi piace sempre passare da un livello concettuale a un livello concreto, ora ti invito a fare questo esercizio.

Prendi una situazione in cui, nell’interazione con l’altro, non sei stata soddisfatta del risultato.

Potrebbe essere con un cliente che si aspettava qualcosa di diverso, un cliente che hai dovuto inseguire per poter incassare, un weekend insoddisfacente, un’amicizia che in questo momento è sbilanciata o un numero importante di persone che si cancellano dalla tua newsletter.

Su quali aspetti non avevi fatto chiarezza con te stessa?

Quali cose avresti dovuto evidenziare prima a loro?

Quali erano i SÍ e i NO che avresti dovuto mettere in chiaro?

Cosa ti aspettavi, o cosa si aspettava l’altro?

Come applicheresti la cornice d’accordo la prossima volta?

Di solito ci tengo una mezza giornata di corso sull’argomento, ma mi auguro che questo articolo possa darti il “la” per comprendere e iniziare a praticare.

Fammi sapere cosa scopri e dove l’applicazione della cornice d’accordo potrebbe fare la differenza per te.

E se hai domande, non esitare a scrivermi! Sarò felice di risponderti.

Un abbraccio,
Gina

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